Recensione Sotto il cielo spezzato di Nick Clausen
Sotto il cielo spezzato di Nick Clausen
l'apocalisse che inizia con uno sguardo al cielo
Trama
Questo è il punto di partenza di Sotto il cielo spezzato, primo volume della serie horror apocalittica di Nick Clausen, autore danese già noto per la saga zombie Carne morta.
Quello che mi ha agganciato è la semplicità feroce dell'idea. Niente virus, niente morsi, niente spiegazioni rassicuranti. Basta uno sguardo verso l'alto e sei perso. Clausen costruisce la catastrofe in tempo reale: una riunione di lavoro noiosa che si trasforma in un massacro quando i colleghi si affacciano alla finestra, una donna appena uscita dal supermercato che si ritrova in mezzo a persone che si ammazzano a mani nude, un ragazzo intrappolato in auto con il patrigno diventato un mostro cieco nel giro di pochi secondi.
Sotto il cielo spezzato — Nick Clausen (Libro 1)
L'ho iniziato pensando al solito apocalittico e mi sono ritrovato a leggere fino a tardi senza accorgermene. L'idea di partenza è di una semplicità feroce: un lunedì qualunque, alle 14:44, nel cielo si apre una crepa. Chi alza gli occhi a guardarla diventa cieco all'istante e, nello stesso momento, perde la testa. Resta solo un impulso, uccidere chiunque abbia vicino. Niente virus, niente morsi, niente spiegazioni che ti tengono per mano. Basta uno sguardo verso l'alto.
Quello che mi ha preso è il modo in cui Clausen ti butta dentro il disastro. Non c'è la lunga preparazione, non c'è l'eroe che si allena per pagine. C'è una riunione di lavoro noiosa che diventa un massacro quando i colleghi si affacciano alla finestra. C'è una donna appena uscita dal supermercato che si ritrova in mezzo a gente che si ammazza a mani nude. C'è un ragazzo chiuso in macchina con un adulto che in pochi secondi non è più una persona. Persone normali, prese in punti diversi della città nello stesso istante. E io mi sono ritrovato a pensare, capitolo dopo capitolo, cosa avrei fatto io al loro posto.
Il dettaglio che mi è rimasto addosso è questo: i nuovi predatori sono ciechi, ma ci sentono benissimo. Ti trovano dal rumore. Da quel momento ogni scena di fuga diventa una questione di silenzio assoluto, e la tensione non ti molla più. Se hai amato l'angoscia di Bird Box o di A Quiet Place, qui ti senti a casa. E mentre tutto crolla, capisci che solo poche persone sono immuni. Perché proprio loro è una delle domande che mi ha spinto a voler continuare la serie.
Sul ritmo Clausen non sbaglia un colpo. Capitoli corti, tagliati apposta per finire nel punto peggiore, quello che ti fa dire "solo un altro" e poi sono le due di notte. Non è scrittura raffinata e non vuole esserlo. È horror puro, cinematografico, costruito per tenerti incollato. A me è bastato così.
Sono onesto anche sui limiti, perché li ho sentiti. Questo è il primo volume di una serie lunga, quindi qui trovi soprattutto l'innesco: la crepa, il caos, la corsa per sopravvivere. Le risposte vere arrivano dopo, e se cerchi un finale chiuso resterai con la voglia. I personaggi sono tanti e in qualche passaggio un paio di scelte mi sono sembrate poco lucide rispetto alla situazione. Ma come apertura fa esattamente il suo lavoro, mi ha lasciato con la voglia di sapere come va a finire.
Lo consiglio a chi ama l'apocalittico veloce e senza fronzoli, a chi divora le serie un volume dietro l'altro, ai fan di The Stand, Cell, Bird Box e A Quiet Place. Il primo libro spesso parte a 0,99 euro, quindi è il modo perfetto per provarlo senza pensarci.
Il mio voto: 4 su 5. Mi ha tolto il sonno per il motivo giusto.

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