Recensione Nella sua mente di Kate Bold

 

Nella sua mente di Kate Bold:

quando conoscere gli assassini non basta più

Nella sua mente di Kate Bold: quando conoscere gli assassini non basta più




1. Titolo del libro: Nella sua mente
2. Autore: Kate Bold
3. Lingua originale: Inglese
4. Numero di pagine: 180 pagine nell’edizione digitale italiana


Nella sua mente, titolo originale Inside His Mind, è il primo romanzo della serie thriller psicologica dedicata a Lucy Crimson. Scritto in inglese da Kate Bold e pubblicato in italiano in formato digitale, presenta una protagonista che conosce molto bene il lato più oscuro della mente umana. Lucy, infatti, non è soltanto una professoressa di psicologia criminale: in passato ha lavorato nell’Unità di Analisi Comportamentale e continua a essere una delle persone alle quali l’FBI si rivolge quando un’indagine richiede competenze particolari. L’edizione italiana risulta composta da 180 pagine. Amazon Italia

Lucy Crimson ha lasciato il lavoro operativo per dedicarsi all’insegnamento, ma il suo passato non è davvero rimasto fuori dall’aula. Quando una delle sue studentesse più brillanti individua un indizio importante collegato a un caso irrisolto, Lucy torna a occuparsi di un’indagine reale. L’assassino che sta cercando, però, sembra conoscere il suo modo di ragionare e anticipa le sue mosse. Il caso diventa così una sfida personale nella quale la profiler deve interpretare una serie di indizi prima che sia troppo tardi e che la prossima vittima possa essere proprio lei.
La prima cosa che mi ha incuriosito di Nella sua mente è stata la figura di Lucy Crimson. Nei thriller con profiler e specialisti del comportamento criminale si incontrano spesso protagonisti dotati di una capacità quasi infallibile di interpretare ogni gesto. Lucy parte da una posizione simile, ma la situazione nella quale viene coinvolta rende la sua preparazione anche un punto debole. Conosce gli assassini seriali, studia i loro schemi e insegna agli studenti come riconoscerli. Questa volta, però, dall’altra parte c’è qualcuno che sembra conoscere lei.

Mi piace questo rovesciamento perché cambia il significato dell’indagine. Lucy non osserva più il criminale mantenendo una distanza professionale. È costretta a chiedersi quanto l’assassino sappia del suo passato, delle sue competenze e del modo in cui interpreta gli indizi. Ogni traccia può essere una possibilità per avvicinarsi alla verità, ma anche un messaggio costruito appositamente per indirizzarla verso una conclusione sbagliata.

Il titolo, in questo senso, mi sembra adatto alla storia. Entrare nella mente dell’assassino è il lavoro di Lucy, ma il movimento potrebbe avvenire anche nella direzione opposta. Mentre lei prova a comprenderlo, lui tenta di occupare i suoi pensieri, attirare la sua attenzione e costringerla a ragionare secondo regole stabilite da lui. È una specie di confronto silenzioso nel quale ciascuno cerca di prevedere la mossa successiva dell’altro.

Un altro elemento che considero interessante è il passaggio dall’università alla scena del crimine. Lucy insegna psicologia criminale in un ambiente che dovrebbe essere protetto, dove i casi possono essere analizzati con calma e trasformati in materiale di studio. La scoperta della studentessa rompe questo equilibrio. Quello che fino a poco prima era teoria diventa improvvisamente concreto e pericoloso.

La presenza della giovane allieva non serve soltanto a dare inizio all’indagine. Introduce anche una responsabilità personale per Lucy, che non può trattarla come una semplice collaboratrice. È una studentessa che ha avuto un’intuizione importante, ma che potrebbe non rendersi conto delle conseguenze della propria scoperta. Lucy deve quindi tornare a comportarsi come una profiler senza dimenticare di essere anche la sua insegnante.

Questo rapporto aggiunge una sfumatura che trovo convincente. Da una parte c’è una donna con esperienza sul campo, abituata alle strategie degli assassini e alle pressioni delle indagini. Dall’altra c’è una ragazza intelligente, capace di notare qualcosa che altri hanno trascurato, ma priva della stessa esperienza. La differenza tra conoscere la teoria e trovarsi realmente davanti al pericolo diventa uno dei punti più interessanti della premessa.

Nella sua mente non sembra voler raccontare soltanto la caccia a un assassino. La storia ruota anche intorno al limite delle conoscenze di Lucy. Studiare il comportamento criminale permette di riconoscere determinate caratteristiche, ma non significa poter prevedere ogni scelta. Una persona può mentire, modificare volontariamente il proprio comportamento oppure lasciare indizi pensati per imitare uno schema che in realtà non le appartiene. Quando il criminale sa di essere analizzato, anche il profilo più accurato rischia di diventare una trappola.

Ho trovato particolarmente riuscita proprio questa idea: una specialista costretta a dubitare degli strumenti che l’hanno sempre aiutata. Lucy possiede una preparazione superiore a quella di molte persone coinvolte nel caso, ma l’intelligenza non la rende inattaccabile. Al contrario, l’assassino sembra voler dimostrare di essere capace di affrontarla sul suo stesso terreno.

La tensione nasce quindi meno dalla violenza mostrata e più dalla sensazione che qualcuno sia sempre un passo avanti. Lucy deve analizzare gli indizi, proteggere la studentessa e cercare di capire quando il caso abbia iniziato a riguardarla direttamente. Il fatto che la protagonista possa diventare la prossima vittima rende ogni decisione più difficile, perché al ragionamento professionale si aggiungono la paura e l’istinto di sopravvivenza.

Le 180 pagine dell’edizione italiana rendono il romanzo piuttosto breve. La storia punta su un’indagine concentrata, senza la mole narrativa di quei thriller che impiegano centinaia di pagine per costruire personaggi e ambientazione. Questa scelta può piacere a chi preferisce un ritmo rapido, ma potrebbe lasciare meno spazio a chi cerca un’analisi psicologica molto approfondita. Personalmente avrei voluto conoscere più a fondo alcuni aspetti del passato di Lucy e le ragioni che l’hanno portata ad abbandonare l’Unità di Analisi Comportamentale per dedicarsi all’insegnamento.

Resta comunque una protagonista con buone possibilità di crescita. Essendo il primo volume di una serie, Nella sua mente deve presentare Lucy, costruire il suo rapporto con l’FBI e introdurre un nuovo universo investigativo. Non tutto viene necessariamente esaurito in questo romanzo, e alcune domande possono trovare spazio nei libri successivi.

Alla fine, ciò che rimane non è soltanto la curiosità per la soluzione del caso, ma soprattutto l’interesse per Lucy Crimson. È una donna abituata a comprendere le paure e le ossessioni degli altri, che improvvisamente deve fare i conti con le proprie. La parte più interessante della storia sta proprio qui: nella distanza sempre più sottile tra chi osserva e chi viene osservato, tra la profiler e la possibile vittima, tra la mente dell’assassino e quella della donna che sta cercando di fermarlo.
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