Recensione Uccidi i ricchi di Sandrone Dazieri

 Uccidi i ricchi di Sandrone Dazieri: rabbia sociale e giustizia privata


Titolo del libro: Uccidi i ricchi

Autore: Sandrone Dazieri

Lingua originale: italiano

Numero di pagine: 384


Approccio editoriale: contesto storico o sociale

Il titolo non lascia spazio alla neutralità. Uccidi i ricchi, pubblicato da Rizzoli nel 2025, entra in una Milano verticale, costosa e attraversata da disuguaglianze visibili. Sandrone Dazieri riporta in scena Colomba Caselli e Dante Torre, ma non si limita a riaccendere una coppia narrativa amata dai lettori. Usa la loro indagine per osservare una rabbia sociale che, trasformata in slogan, può diventare giustificazione per qualunque violenza.

Trama 

Una serie di omicidi colpisce persone appartenenti al mondo dei grandi patrimoni. Le vittime sembrano designate da un messaggio semplice e brutale. Colomba Caselli, lontana dal ruolo istituzionale che aveva in passato, viene coinvolta in un caso che tocca i centri del potere economico milanese. L'incontro con Dante Torre riapre un rapporto fatto di ferite, fiducia difficile e capacità investigative fuori dal comune. Dietro la vendetta contro i privilegiati, però, il disegno appare più complesso.

Milano è il luogo ideale per questo conflitto. La città racconta insieme successo, innovazione e distanza sociale. I grattacieli diventano simboli visibili di un potere che molti osservano dal basso. Dazieri non ha bisogno di trasformare il romanzo in un saggio: gli basta mostrare come il risentimento trovi terreno fertile quando la ricchezza viene percepita come un sistema chiuso e impunito.

Il rischio di una premessa simile sarebbe ridurre tutto a una contrapposizione elementare fra ricchi colpevoli e vendicatori popolari. Il thriller diventa più interessante quando rifiuta questa comodità. Un assassino può usare una frattura reale senza rappresentarne davvero le ragioni. Una protesta può essere autentica e nello stesso tempo diventare copertura. Il titolo provoca, mentre l'indagine costringe a distinguere la critica sociale dall'omicidio trasformato in spettacolo.

Colomba resta una protagonista spigolosa, segnata da ciò che ha vissuto e poco incline a muoversi secondo aspettative altrui. La sua posizione esterna alle procedure tradizionali amplia la libertà d'azione ma aumenta anche il rischio. Dante, con il proprio modo particolare di interpretare comportamenti e minacce, introduce una lettura complementare. La loro relazione non è un semplice gioco di battute: nasce da traumi condivisi e da una fiducia che non può mai essere data per scontata.

Il ritmo è alto, sostenuto da pericoli concreti e da una città in movimento. Dazieri conosce i meccanismi del thriller internazionale e li adatta a un contesto italiano senza farli sembrare importati. L'azione convive con riferimenti politici, economici e mediatici. La violenza non resta privata perché ogni delitto viene immediatamente interpretato, discusso e usato da qualcuno.

Il tema più forte è la trasformazione delle persone in categorie. “I ricchi” è un'etichetta capace di cancellare differenze individuali, proprio come molte narrazioni di potere cancellano chi rimane ai margini. Il killer costruisce il proprio racconto e cerca un pubblico disposto a riconoscerlo. L'indagine deve quindi smontare non soltanto una sequenza criminale, ma la propaganda che la rende seducente.



Opinione personale

Trovo efficace l'idea di riportare Colomba e Dante dentro un conflitto contemporaneo invece di offrire soltanto un nuovo caso seriale. Milano non è decorazione: è il punto in cui denaro, immagine e rancore si incontrano. Il romanzo sembra parlare a chi vuole un thriller teso ma anche radicato nell'Italia di oggi.

La componente sociale potrebbe dividere i lettori. Chi cerca puro intrattenimento può percepirla come molto presente; chi preferisce noir capaci di usare il crimine per leggere il presente troverà proprio qui il motivo d'interesse. La velocità non elimina del tutto la complessità morale. Dietro lo slogan rimane una domanda meno comoda: chi trae vantaggio quando la rabbia viene indirizzata verso un bersaglio semplice?

Il ritorno dei due protagonisti porta con sé anche il peso della memoria. Colomba e Dante non possono affrontare un nuovo pericolo come se i casi precedenti non fossero esistiti. La loro efficacia nasce in parte dalle ferite, ma quelle stesse ferite complicano fiducia e giudizio. Dazieri utilizza la continuità non come semplice richiamo per i lettori fedeli, bensì per mostrare quanto sia costoso restare esposti alla violenza. Per questo conviene conoscere i romanzi precedenti, anche se il nuovo conflitto mantiene una direzione riconoscibile.

L'autore

Sandrone Dazieri è scrittore, sceneggiatore ed editor. Ha creato, fra gli altri, i personaggi di Colomba Caselli e DanteTorre. I suoi noir mescolano azione, trauma, complotti e attenzione alle tensioni sociali italiane.






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